martedì 9 settembre 2025

 


L'agricoltura sotto assedio: dal genocidio a Gaza alla lotta per la sovranità in Venezuela

Geraldina Colotti

Il 9 settembre, giornata mondiale dell'agricoltura, il mondo si trova di fronte a una realtà drammatica che la retorica ufficiale non può nascondere. L'agricoltura, lungi dall'essere un'attività neutrale, è diventata un campo di battaglia nella guerra tra il capitale e la vita. Questo giorno non può essere celebrato senza denunciare la fame, non come un'emergenza naturale, ma come un'arma deliberata e sistemica nelle mani dell'imperialismo.

A Gaza, stiamo assistendo alla manifestazione più brutale di questa guerra. Il genocidio in corso, perpetrato dall'entità sionista con il sostegno attivo dell'imperialismo occidentale, non si limita al bombardamento delle case e all'uccisione di massa. È una strategia calcolata che include la fame e la sete come strumenti di pulizia etnica. La distruzione di serre, frutteti, pozzi d'acqua e mercati alimentari non è un danno collaterale. È stato ed è un attacco diretto ai mezzi di produzione e di sopravvivenza del popolo palestinese.

L'agricoltura, che per generazioni ha rappresentato la resistenza e il legame indissolubile con la terra, viene sistematicamente annientata. La carestia, deliberatamente provocata, è il culmine di questa strategia di terrore. Questo è il volto del neocolonialismo nel XXI secolo: un attacco totale non solo ai corpi, ma all'intera infrastruttura sociale ed economica di un popolo.

Mentre a Gaza la fame è usata per spezzare la volontà di un popolo, in un'altra parte del mondo si combatte per la sua esatta antitesi: la sovranità alimentare. Il Venezuela bolivariano, pur affrontando un blocco economico criminale imposto dagli Stati uniti e dai loro alleati, ha trasformato la sua produzione agricola in un baluardo di resistenza. Sotto la guida del governo socialista, il Venezuela ha investito nella riforma agraria, ha sostenuto la piccola produzione contadina e ha creato sistemi di distribuzione alimentare come i Comités Locales de Abastecimiento y Producción (CLAP).

Questi sforzi non solo hanno garantito l'accesso al cibo per la popolazione, ma hanno anche rotto la dipendenza dalle importazioni e dal controllo del capitale transnazionale. I risultati ottenuti sono stati così significativi che la stessa FAO ha riconosciuto i progressi del paese nella lotta contro la denutrizione, un successo che contrasta nettamente con la retorica mediatica occidentale che descrive il Venezuela (e il socialismo) come un "fallimento".

In Venezuela, l'esistenza delle comunas autogestite coniuga la costruzione del socialismo con la prospettiva antimperialista, in una proficua alleanza con lo Stato bolivariano, che si avvia a diventare uno stato comunale. La storica dirigente palestinese Leila Khaled, che ha visitato recentemente la comuna di El Panal a Caracas, lo ha potuto constatare. Tutt'altra cosa dalla retorica sui kibbutz degli occupanti israeliani sul suolo di Palestina. L'interconnessione tra la resistenza di Gaza e la resistenza della rivoluzione bolivariana agli attacchi dell'imperialismo, che ora sta minacciando l'intero continente latinoamericano con l'invio della flotta Usa nelle acque antistanti il Venezuela, è evidente.

L'ambasciatrice venezuelana presso la Fao, Marilyn De Luca lo ha esplicitato a più riprese, unendo la propria voce a quella degli stessi organismi per la sicurezza alimentare che hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra in Palestina. Il governo bolivariano, infatti, non solo presenta i suoi successi in tutte le piattaforme internazionali, ma se ne serve per denunciare il genocidio a Gaza e sostenere la lotta palestinese. Non è un atto di mera diplomazia, ma un esempio pratico di solidarietà internazionalista.

La lotta per la terra in Palestina, dove l'agricoltura è un atto di resistenza, e la lotta per la sovranità alimentare in Venezuela, dove l'agricoltura è un atto di liberazione, sono due facce della stessa medaglia. Entrambe sono lotte contro il sistema imperialista globale che sfrutta e affama i popoli in nome del profitto.

La vera Giornata Mondiale dell'Agricoltura non si celebra con discorsi vuoti, ma con la solidarietà concreta tra i popoli che lottano per la loro terra e per la loro libertà. Per questo, anche in Italia, i movimenti popolari hanno voluto manifestare con gesti concreti l'adesione a una lotta comune, inviando video di sostegno ai contadini e agli ambientalisti delle comunas venezuelane.

Dalla Liguria alla Toscana, la solidarietà si è manifestata con video e pronunciamenti, come quello di Amanda Ciri, della Rivista contadina. A Roma, le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa sociale Assalto al Cielo hanno indetto per le 17 un'attività “di solidarietà e convivialità” ai Casali di Casa Calda (via dei Ruderi di Casa Calda, altezza via dei Colombi).

Abbiamo una grande missione – scrivono gli organizzatori - che è quella di rafforzare la solidarietà: nel senso pratico della ricostruzione e dell'appoggio concreto, partendo dalle nostre capacità e dalla nostra esperienza di produttori, di costruttori, di collaboratori, a sostegno dei popoli che stanno resistendo al terrore del sistema imperialista, come i popoli della Palestina, del Venezuela, di Cuba, del Nicaragua...”. 


giovedì 6 ottobre 2011



Ida Travi - autentica poetessa illbient, dalla voce capace di evocare lande spigolose e permafrost potentissimi.

lunedì 3 ottobre 2011


BOLZANO POESIA – DICHTUNG IN BOZEN 2011
Poeti e Profeti – da Bob Marley a DOCtorClip
19 / 22 ottobre 2011
con i poeti:

ANTONELLA BUKOVAZ
JONIDA PRIFTI MARCO SIMONELLI

parole e musica: MASSIMO ZAMBONI (CCCP)


a cura di UNTER DER LEITUNG von DANIELA ROSSI
in collaborazione con NOMA Festival

L’Assessorato alla Cultura e alla Convivenza del Comune di Bolzano presenta quest'anno “Bolzano poesia –poeti e profeti” un progetto dedicato alla creatività e alla nuova spettacolarità dei giovani, un progetto che sintetizza, con un linguaggio nuovo, musica, poesia e cinema. Per questo sceglie luoghi diversi, dal Museion con DOCtorCLIP, rassegna internazionale di videoclip di poesia, al Pippostage con un omaggio a Bob Marley, poeta e profeta, musicista amato da intere generazioni, dalla Biblioteca delle Donne con le nuove protagoniste della poesia e della performance, al Liceo Torricelli per scoprire i talenti artistici degli studenti e, in chiusura al Pippostage, con le parole e la musica di giovani cantautori. Le parole e la musica sono, come sempre a Bolzano poesia, i protagonisti assoluti; i giovani sono profeti di un futuro possibile e poeti di una realtà difficile ma viva ed entusiasmante.

19 ottobre BIBLIOTECA DELLE DONNE
ore 18.00 Uhr

L’epica delle donne
Poesia e video dell’albanese JONIDA PRIFTI e dell’italoslovena ANTONELLA BUKOVAZ
Due delle più interessanti e innovative giovani poete dell’ultima generazione.

20 ottobre LICEO SCIENTIFICO TORRICELLI
ore 10.45 Uhr

Michele Cinque presenta DOCtorCLIP e Zebrapoetry
Festival internazionali di videoclip di poesia

Performances degli studenti
20 ottobre MUSEION ore 20.00

DOCtorCLIP
I curatori dei Festival internazionali di videoclip di poesia di Roma e di ZEBRA poetry Film Festival di Berlino presentano una selezione dei migliori video di poesia e il vincitore dell’ultima edizione

Profezia è predire il presente
Parole e musica di e con Massimo Zamboni
con ANTONELLA BUKOVAZ, JONIDA PRIFTI e MARCO SIMONELLI

Conduce la serata Lello Voce


21 ottobre PIPPOSTAGE ore 20.30
Omaggio a Bob Marley
Proiezione del documentario di Michele Cinque
“Bob Marley: il profeta del reggae”
Tra Londra e la Giamaica la vita straordinaria e la musica di Bob Marley

“Ho sognato Bob Marley” reading di Alberto Castelli e Dj Mercy Far I

Concerto del gruppo
Bob Marley Tribute Show
22 ottobre PIPPOSTAGE ore 20.30

Spoken music

Piccola Cucina Cannibale
Un discorso in versi sulla poesia e sul mondo
Reading di Lello Voce, Frank Nemola alla tromba

Concerto di

Andrea Ra con Giacomo Anselmi - chitarra, Carlo Ferretti - batteria
special guest The Niro

mercoledì 30 marzo 2011

Genealogie: Poete tra un secolo e l'altro

Quattro appuntamenti di poesia: un omaggio di alcune autrici contemporanee a quattro grandi poetesse della seconda metà del Novecento italiano, i cui testi, ad alcuni anni dalla scomparsa, restano un patrimonio vivo per la poesia di oggi. 21 marzo, 14 e 28 aprile, 19 maggio Biblioteca Guglielmo Marconi, via Gerolamo Cardano. Locandina (in formato .pdf). Primo appuntamento lunedì 21 marzo ore 18 Giornata mondiale della poesia. Cristina Annino e Maria Grazia Calandrone incontrano Paola Febbraro


giovedì 14 aprile ore 18
Fiorenza Mormile
e Anna Maria Robustelli incontrano Rossana Ombres

giovedì 28 aprile ore 18
Elisa Davoglio
incontra Claudia Ruggeri

giovedì 19 maggio ore 18
Francesca Genti
incontra Piera Oppezzo

In collaborazione con Roma poesia

giovedì 10 marzo 2011


Poesia carnosa

minifestival di poesia sonora

a cura di Jonida Prifti e S.D.T

venerdì 11 marzo 2011

Roma, via Fanfulla 101, ore 22


- Max Ponte - conduttore e ideatore del programma radiofonico ONDIVAGO, sperimentatore vocale a tutto tondo
- Ida Travi - autentica poetessa illbient, dalla voce capace di evocare lande spigolose e permafrost potentissimi
- Nave w Splinter vs Stalin - lo storico cantante dell'ultima incarnazione degli Splinter Vs Stalin, poeta power electronics di nuova generazione accompagnato dagli stessi Splinter ai macchinari analogici
- Isabella Mongelli - poliedrica poetessa / cabarettista / musicista artefice di poesie scucite in ritardo temporale
- Chiara Zilio - espoloratrice di cunicoli/minatrice alla ribalta/mangiatrice di parole crude condite da pepe fonico
- Acchiappashpirt (jonida prifti e s.d.t.) - il duo di poesia sonora italo-albanese in cui il noise e il pidgin si sposano con il culto di figure quali Henry Chopin e Patrizia Vicinelli

- piu' DJ SET di Fabioska : la cantante delle Catering si adoprerà in selezioni ballerecce a tema poetico e fonetico, dai Tom Tom Club a Marinetti. Le sedie nei camini!

giovedì 24 febbraio 2011

Poesia Carnosa: Mini Bfestival di Poesia Sonora 8-11marzo


Mini Bfestival di Poesia Sonora 8-11 marzo


Torna dopo la scorsa stagione POESIA CARNOSA, il festival di poesia sonora che ha come obiettivo quello di scardinare la routine dei reading poetici, riportare il suono alla parola e la parola dove è silenzio. Si alterneranno volti noti e meno noti, tutti accomunati da un desiderio di sperimentazione popolare per tutto quello che riguarda il linguaggio sonoro, dai monosillabi alle prose ...poetiche, dal dadaismo all'illusionismo: l'evento prevede un PRE POESIA CARNOSA al CAFFE' LETTERARIO di via ostiense 95 nel giorno 8 marzo 2011 : ecco i dettagli

- Presentazione libri delle EDIZIONI FANTASMA: paladini di poesie visive e detournamenti cartacei, i fondatori di tale “casa editrice” concepiscono i loro libri come “un’azione creativa circolare che parte da un libro preesistente, coinvolge l’artista (che lo trasforma e lo deposita in un luogo che ritiene idoneo), la persona che lo trova e che, nella migliore delle ipotesi, ne ricercherà l’autore”. Appariranno loro stessi in vesti fumose a declamarne le gesta.

http://edizionifantasma.altervista.org/project/

- a introdurre il progetto, proiezione del video “Një vajzë dhe një…” degli ACCHIAPPASHPIRT

- SARA ADAMO: ballerina verbale multiforme, ginnasta artistica e elemento del corpo di ballo “Arenella Modern Dance”, danzerà su tracce di Henry Chopin : un esperimento ai limiti del possibile.
- LUCA TEDESCO: già ospite come poeta/performer di Poesia Carnosa 1, stavolta, nei panni di ambulante lanternaio, presenta un'icona e oggetto magico della cultura psichedelica nonchè fonte di ispirazione, tra gli altri , di William Burroughs: la Dreamachine.“L'osservazione della Dreamachine provoca in colui che la "guarda" delle visioni colorate e, in alcuni casi, può indurre uno stato simile a quello del sogno”. Da non perdere.
http://www.youtube.com/watch?v=B0rVU-UK1uo&feature=related

- REPARTO CRONICI : un poeta dei fornelli che cucinerà di fronte ai vostri occhi pietanze alfabetiche, sonorizzando e visualizzando l’operazione in diretta con tanto di maschera antigas. L’effetto è devastante, dopo di lui avrete voglia di nutrirvi di libri.

-J'NJAMO : un duo che rileggerà i classici di tutti i tempi ispirandosi alla gutturalità degli australopitechi: antico moderno e contemporaneo da Majakovskij a Borges passando per Zanzotto . Ce n’è per tutti i gusti e per tutti i latrati.
- segue DJ SET di un uomo a sorpresa : selezioni di poesie sonore ballerecce d’atmosfera da Balilla Pratella ai Pooh di Opera Prima.

L'11 marzo, invece, la serata ufficiale a via fanfulla 101 Preparatevi



- Max Ponte - conduttore e ideatore del programma radiofonico ONDIVAGO, sperimentatore vocale a tutto tondo
- Ida Travi - autentica poetessa illbient, dalla voce capace di evocare lande spigolose e permafrost potentissimi

- Nave w Splinter vs Stalin - lo storico cantante dell'ultima incarnazione degli Splinter Vs Stalin, poeta power electronics di nuova generazione accompagnato dagli stessi Splinter ai macchinari analogici

- Isabella Mongelli - poliedrica poetessa / cabarettista / musicista artefice di poesie scucite in ritardo temporale

- Chiara Zilio - espoloratrice di cunicoli/minatrice alla ribalta/mangiatrice di parole crude condite da pepe fonico

- Acchiappashpirt (jonida prifti e s.d.t.) - il duo di poesia sonora italo-albanese in cui il noise e il pidgin si sposano con il culto di figure quali Henry Chopin e Patrizia Vicinelli

- piu' DJ SET di Fabioska : la cantante delle Catering si adoprerà in selezioni ballerecce a tema poetico e fonetico, dai Tom Tom Club a Marinetti. Le sedie nei camini!

lunedì 21 febbraio 2011

Fragili guerriere

Rosaria Lo Russo e Daniela Rossi

Il momento storico presente rende estremamente necessario anche per le donne artiste prendere posizione a favore di una rinascita degli ideali del movimento femminista e delle sue battaglie nella seconda metà del Novecento, battaglie attualmente dimenticate e grottescamente negate dal potere politico e dall’annichilimento delle coscienze nell’Italia contemporanea.

Il nostro manifesto vuole essere una proposta di mobilitazione culturale volta alla presa di coscienza dell’enorme patrimonio poetico femminile dell’Italia contemporanea e alla sua valorizzazione.

Il titolo del nostro manifesto, Fragili Guerriere, è ripreso dal video di Daniela Rossi in ricordo delle due grandi poete scomparse, con un intervento di Rosaria Lo Russo che inaugurava il contenuto critico, etico-politico e poetico del presente manifesto sulla novità della poesia epica scritta da donne. Il video è stato presentato in occasione della bellissima iniziativa di Maria Teresa Carbone e Franca Rovigatti ROMAPOESIA-PO/ETICHE, Roma 2010, Festival interamente dedicato alla poesia delle donne.

Dalla seconda metà del Novecento ha preso corpo in Italia un nuovo filone letterario, la poesia epica scritta da donne, non ancora storicizzato in quanto tale e quindi non ancora sufficientemente conosciuto e valorizzato dal pubblico e dalla critica, né mai prima tentato dalle autrici di poesia italiane dei secoli precedenti, sempre limitate alla poesia lirica occasionale o d’imitazione del canone petrarchesco. Le madri fondatrici del poema epico femminile italiano contemporaneo sono Amelia Rosselli con La libellula, composta fra il ’58 e il ‘62 e Patrizia Vicinelli con I fondamenti dell’essere, scritto fra l’’85 e l’’87. Queste due opere, con la relativa distanza compositiva fra di esse, inaugurano una scrittura poetica di lungo corso, oggi rappresentata - secondo noi - da molta poesia scritta da donne. Sono dunque due opere storicamente cruciali, per aver iniziato una nuova poetica antiliricistica e poematica e di carattere sperimentale, in forte opposizione al canone letterario italiano, ovviamente maschile, e al contempo in lacerante dialogo con esso, e fortemente interrogativo rispetto ad esso, soprattutto in relazione alla riformulazione, sovversiva ed eversiva, dell’imperante Io poetico, onnipresente (ovvero sia lirico che poematico) eroe della nostra tradizione letteraria.

L‘epopea di Rosselli e Vicinelli riformula e rifonda le basi canoniche della lirica e del poema tradizionale. I loro sono poemi di fondazione in cui l’Amore (il fulcro stilnovista della nostra tradizione) fra l’Io e il Tu lirici diventa il mezzo di un percorso iniziatico che ha come fine la costituzione di un nuovo Sé poetante, una nuova identità autoriale, diversa da quella canonica in quanto declinata al femminile. Si tratta propriamente di guadagnarsi sul campo l’autorizzazione a scrivere, tramite una riformulazione identitaria esperita nella sperimentazione delle forme pronominali, verbali, sintattiche, tematiche: autorizzazione, nel doppio senso di ‘permesso di scrivere’ – non dimentichiamolo, sostanzialmente negato fino all’Ottocento alle donne – e ‘diventare autore’, assumere cioè una propria identità stilistica, rifondare un genere, il genere epico. Le nostre due poetesse hanno sfidato l’autorialità maschile entrando nel canone attraverso la porta privilegiata, quella aulica e mitica del poema epico; sono entrate nell’agone letterario liberandosi dei limiti qualitativi e quantitativi imposti dalla lirica amorosa, l’unica concessa nei secoli alle poetesse, imbrigliata in griglie metriche e tematiche soffocanti e ripetitive.

La domanda bruciante, nel loro viaggio iniziatico, è questa : chi sono Io? Chi è che dice, qui e ora, nel poema delle donne, Io? Il mito della ricerca del Santo Graal, parodiato ne I fondamenti dell’essere (titolo, in tal senso, eloquentissimo), è la ricerca di un Sé poetante androgino, in cui rimane ancora irrisolto il conflitto fra l’eroe del passato e un’ipotetica eroina del futuro, che pure, paradossalmente, è già in azione per il fatto stesso della poematicità nella poesia di Vicinelli. Ne La libellula, il combattimento caotico fra l’Io e il Tu, che percorre tutto il poema come un’interrogazione ossessivamente incessante – una questione di vita o di morte – si risolve nel finale del poema in un reperimento identitario coraggiosamente partenogenetico, quello di una Figlia dei Padri che, assumendosi la responsabilità dell’autorizzazione, si autorigeneri come Figlia del Sé: “ben fortificata alla pioggia, ben sommessa/ al dolore, ben recapitata fra i tanti filtri/ delle esperienze – sapere che la luce è tua madre, / e il sole è quasi tuo padre, e le membra tue/ tuoi figli”. Automusività, partenogenesi del Sé, un Io che è madre e padre a se stesso, oppure un Io androgino, un Io Donna che è un cavaliere antico, “imberbe” (Rosselli) e atavicamente sconfitto (Vicinelli). I poemi di Rosselli e Vicinelli ci interrogano sulla coraggiosa fragilità del Sé femminile, ancestralmente relegato al ruolo sottomesso di un Tu lirico-poematico, di un oggetto lirico, piuttosto che di un Io, di un soggetto lirico-poematico.

Ma qual è oggi lo stato dell’arte? Sicuramente le voci che sfidano la tradizione dialogando con essa sono molte, e forse la sconfitta non è più il necessario epilogo della fragilità dei frammenti del poema contemporaneo. Com’è oggi il Sé poetante delle donne? In che modo si può ancora parlare – sapendo però che se ne deve parlare perché l’argomento è ancora ampiamente tabuizzato – di una differenza di genere quanto all’identità poetante? Se Rosselli sfidava, tramite la sperimentazione formale, la poesia di Dante, di Campana, di Montale, e la Vicinelli quella di Eliot, mutuando i modelli alti dei Padri antichi e contemporanei, tenendo la misura, andando al passo epico con i Santi Padri, se Elsa Morante con Il mondo salvato dai ragazzini non temeva di protestare ad alta voce, con toni da proclama, con toni assolutamente antilirici, successivamente Patrizia Valduga e Rosaria Lo Russo si sono affermate parodiando Dante (con i poemetti epici La tentazione della prima e Comèdia della seconda), Vivian Lamarque con il fitto citazionismo aulico-lirico e fabulistico del poemetto Questa quieta polvere, tutta la produzione poematica di Iolanda Insana è in diretto rapporto con la ricerca rosselliana, per giungere al caso di Sara Ventroni con la ricerca poematica molto innovativa di Nel gazometro. Ma sono solo pochi esempi ad hoc, perché non è questo il luogo per dare definizioni sommarie di autrici che pure sono in stretta relazione con la sfida letteraria che vogliamo delineare: che dire della produzione di Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Ida Travi, Laura Pugno, Mariangela Gualtieri, Mariella Bettarini, Loredana Magazzeni, Florinda Fusco, Biancamaria Frabotta, Enrica Salvaneschi, Anna Lamberti Bocconi, Mariapia Quintavalla, Paola Turroni, Geraldina Colotti, Antonella Bukovaz, Jonida Prifti, Gilda Policastro (ciascuna, ovviamente, con le sue inconfondibili peculiarità, anche derivanti dal divario generazionale) e molte altre, nonché di moltissime autrici esordienti, come Maria Valente o Renata Morresi? Rivolgiamo a tutte queste autrici una domanda: vi sentite rappresentate da questo manifesto? Come affrontate po-eticamente il vostro operato artistico, che peso date ad esso nella vostra vita sociale e civile?

Nella ricerca poematica di cui stiamo parlando l’Io personale e occasionale, l’Io autobiografico dominante nella produzione femminile fino alla prima metà del Novecento, quello che ha reso deteriore o secondaria la poesia scritta da donne e ridicolmente lezioso il termine ‘poetessa’ – tanto che tutte le autrici cercano di schivarlo, chi facendo proprio il veterofemminista ‘poeta’ declinandolo latinamente al femminile, chi omettendo del tutto l’autodefinizione – quindi la stessa autorizzazione…? Potenza della terminologia! – è l’oggetto epistemologico che oggi vuole essere reinventato. Coniando per comodità il termine ‘poetrice’, poeta donna che è anche attrice dei suoi versi, immettiamo nel presente discorso la seconda questione centrale. Ognuna delle autrici citate come pioniere, alla ricerca del Sé autoriale agente e dell’abolizione della soggezione del Tu, ha risposto creando un attante epico: un Sé transpersonale portatore del desiderio di una comunità, di un’autocoscienza femminile sia poetica che etica, volta ad espandere ed accrescere la consapevolezza del proprio ruolo letterario, tramite la ricerca stilistica e contenutistica. Parte ineludibile e altrettanto fondante di questa ricerca è l’importanza sostanziale che tutte le ‘poetrici’ citate hanno dato e danno – consustanzialmente alla scelta epica – all’oralità. Quella di Rosselli, Vicinelli, Lo Russo, Valduga, Insana, (e Ventroni, Gualtieri), è inequivocabilmente poesia scritta anche per essere letta ad alta voce ad un pubblico, ovvero per essere appunto portatrice di una coscienza collettiva; poesia performativa nel senso più ampio del termine: canto di una collettività (come nuovo soggetto femminile) rivolto alla collettività (la società).

Noi vogliamo che le autrici di poesia lavorino nella consapevolezza della loro conquistata autorializzazione e che, consapevoli di un proprio Sé autoriale autonomato dalla tradizione anche perché in relazione ad essa, abbiano la forza e il coraggio di perseguire progetti poetici di ampio respiro e innovativi. Noi riteniamo che il modello letterario inaugurato dalla destabilizzazione e riformulazione letteraria di Rosselli e Vicinelli possano dare alla poesia femminile di oggi un senso etico oltre che estetico, una ragione profondamente e non occasionalmente civile del proprio operare poetico, volto alla trasformazione della società – dell’immagine della donna nella società attuale, disastrosamente regredita rispetto alle conquiste del femminismo storico – basato sulla consapevolezza della forza dirompente e nuova di un Sé, liberato dall’imperio dei modelli maschili del femminile, e che parli ad alta voce: che canti la propria libertà di pensare e di creare ad un pubblico più ampio possibile. Noi vogliamo che le giovani autrici, ma anche le autrici già affermate, si sentano autorizzate e incoraggiate a perseguire progetti poetici ampi e organici, con il coraggio e la generosità di dare un senso e una partecipazione collettiva al loro operato individuale.

Questo manifesto, nella convinzione dell’importanza sociopolitica oltre che artistica del filone po-epico femminile, è volto alla sua valorizzazione tramite una serie di iniziative quali l’organizzazione di eventi: reading-performance multimediali di poesia, interventi didattici nelle scuole secondarie e nelle università, dibattiti e seminari sugli argomenti esposti, ma anche raccolta e selezione di testi inediti di nuove autrici da presentare al pubblico nei festival di poesia. Perché nella confusione dell’iperproduzione poetica la nostra scelta sia chiaramente distinta e storicamente finalizzata.


Disse che anche la poesia andava detta
in un altro modo, perché servisse ad altre schiere,

e perché diventasse movimento attivo

Da I fondamenti dell’essere di Patrizia Vicinelli

domenica 13 febbraio 2011

Perché ho firmato l'appello

Ida Travi

Ho fatto una scelta personale, meditata un bel po’. Poi ho firmato: ho inteso questa firma come un appello a tutte le donne, a tutte le donne indistintamente, un appello in nome della soggettività femminile negata. Facciamoci caso: tutto questo marasma si basa su una costante negazione, si basa sul NON ! non si offende nessuno, non si invita nessuno , nessuno fa sesso, nessuno è minorenne, nessuno ha fatto questo, nessuno ha detto quello…chi è questo generale NESSUNO che tutte e tutto ingloba? questo soggetto negato chi è, cos'è?...più SOGGETTO NEGATO di così!…E’ contro la mentalità dove impera assoluto questo niente e che ho firmato. Ho firmato contro questo NON strapotente, annientante, compulsivo, contro questo NIENTE e NESSUNO che nega alla radice il soggetto femminile nella sua libertà.

Questo NON declinato in varie forme è il problema soggettivo e politico allargato a tutti gli schieramenti. … è un NON che definisce chiaramente anche al suo opposto il vuoto più totale.

Non ho firmato dunque CONTRO UN uomo o UNO schieramento politico, tantomeno ho firmato contro le ragazze chiamate in questione, ci mancherebbe…Non c’è un di qua e un di là…quali sarebbero, dove sarebbero poi le brave ragazze, dove sarebbero le cattive? Siamo ancora lì? Credo che anche una sola firma, una sola presenza, possa riaprire la questione della soggettività femminile rendendola visibile su un altro piano… Lo sappiamo bene che non basterà, che non finisce qui… tanta strada è stata fatta, ma tanta altra strada resta ancora da fare… Lo sappiamo che è rischioso, ma un po’ di rischio, dopo tanto schifo, si può anche consapevolmente correre…Se stiamo ad aspettare che si risveglino gli uomini svegli, che dire? Io almeno, data l’età, non ho alcuna speranza di vedere una luce.


lunedì 6 dicembre 2010

La Ragazza Carla di Elio Pagliarani, Martedì 7 dicembre, ore 18, al Metateatro di Roma


VERSINSCENA 2010

Anche quest’anno l’Atelier Meta-Teatro ripropone, dopo il successo delle prime edizioni (2008 e 2009), la rassegna “Versinscena”. “Versinscena 2010”, che si svolgerà dal 29 novembre al 7 dicembre con dieci appuntamenti di ‘poesia & teatro’, vedrà impegnati poeti, attori, musicisti e videomaker in una ‘virtuosa’ contaminazione multidisciplinare volta a snidare la ‘poesia’, a restituirle un senso ‘teatrale’, spettacolare anche, e al tempo stesso profondo, autentico: ma soprattutto darà la parola direttamente ai poeti, ciascuno dei quali a sua volta darà forma, struttura e voce alla propria serata, pensata come ‘monografia’, o anche ‘autoesposizione’. (Per lo più come ‘reading’ a tutto campo; in qualche caso come ‘lettura scenica’ di una singola opera – poema o raccolta – emblematica dell’intera produzione.)

Gli appuntamenti-spettacoli della rassegna, curata da Pippo Di Marca, avranno il seguente calendario:

29/11 ore 21 Luigi Ballerini “Cefalonia” (poema a due personaggi)

lettura scenica di Luigi Ballerini e Pippo Di Marca

30/11 ore 21 Angelo Lumelli cura e letture di Angelo Lumelli

1/12 ore 21 Carlo Bordini “I costruttori di vulcani” cura e letture di Carlo Bordini

2/12 ore 21 Cetta Petrollo cura e letture di Cetta Petrollo

3/12 ore 21 Nanni Balestrini cura e letture di Nanni Balestrini

4/12 ore 21 Marco Palladini “Il mondo percepito – poetry concert”

cura e lettura scenica di Marco Palladini, sax Claudio Mapelli

5/12 ore 21 Mario Lunetta cura e letture di Mario Lunetta

6/12 ore 21 Luca Archibugi cura di Luca Archibugi lettura scenica di Almerica Schiavo

e Veronica Elisa Zucchi

7/12 ore 18 Elio Pagliarani “La ragazza Carla” lettura scenica di Pippo Di Marca

ore 21 Lucio Piccolo “Teoria delle Ombre” cura e lettura scenica di Pino Censi

domenica 31 ottobre 2010

Parola ai poeti: Ida Travi

Dal sito Poesia 2.0 pubblichiamo una intervista a Ida Travi:

Qual è lo “stato di salute” della poesia in Italia? E quello dei poeti?

Lo stato di salute generale è pessimo… ma siamo ancora vivi. La poesia non è altro che il nostro mondo. Critica, genere, canone e tutte le cose che stanno intorno vengono dopo il mondo, cioè anche dopo il disastro. Ora poeta e poesia sono parole da usare con una certa cautela… a partire da me, s’intende.

Quando hai pubblicato il tuo primo libro e come hai capito che era il momento giusto? Come hai scelto con chi pubblicare? Cosa ti aspettavi? Cosa ti ha entusiasmato e cosa ti ha deluso?

Ho pubblicato il primo libro di racconti con l’edizione storica Re Nudo, alla fine degli anni ’70. Non era il momento giusto, è capitato. I sogni allora erano collettivi. Probabilmente ero nel sogno di tanti altri. Nessuna delusione: credevo di vivere e invece si sognava, era certo meglio così.

Se tu fossi un editore cosa manterresti e cosa cambieresti dell’editoria poetica italiana? Cosa si aspettano i poeti dagli editori?

Se fossi un editore piccolo, però ricco, non punterei all’impresa ma alla storia. Se fossi un editore grande metterei in perdita almeno una collana imprevedibile per linea e criteri… Cose più facili a dirsi che a farsi… Infatti non sono editrice e ragiono da poetrice! Dagli editori mi aspetto distribuzione e cura, ma soprattutto un lampo d’intesa.

La poesia di domani troverà sempre maggiore respiro nel web o starà in fondo all’ultimo scaffale delle grandi librerie dei centri commerciali? Qual è il maggior vantaggio di internet? E il peggior rischio?

Non lo so. Al momento mi adeguo. E’ la soluzione più rapida. Si fa con quel che c’è a disposizione, non c’è scelta. La vera lotta mi sembra interiore. Non posso neanche vagamente tentare di sapere quel che il formidabile mezzo farà di me. Eppure… il giunco e la quercia… già, il giunco non si spezza perchè si piega. E’ una vecchia storia.. Ma a casa mia, oggi, piegarsi non sortisce lo stesso effetto che in Giappone mille anni fa… Il web, il mezzo… sì, il mezzo, però alla fine comanda. La poesia di domani?..Mah!

Pensi che attorno alla poesia – e all’arte in genere – si possa costruire una comunità critica, una rete sempre più competente e attenta, in grado di giudicare di volta in volta il valore di un prodotto culturale? Quale dovrebbe essere il ruolo della critica e dei critici rispetto alla poesia ed alla comunità alla quale essa si rivolge?

Più che una a comunità penso a una SCOMUNITA’. Penso a una scomunità dove la esse non è negazione, ma sta a indicare una specie di raduno di fuoriusciti da luoghi chiusi, i più impensati. Penso a un magma in continuo movimento dove ognuno può andare e venire, e dire la sua, senza dover raccontare per questo da dove viene e dove va . Un luogo dove non serve piantare una tenda… dato che non è solo d’un Pc che ho bisogno… Quanto al valore delle opere… mi pare lo stesso magma. Prendiamo ad esempio la temibile domanda “cos’è l’arte contemporanea?” E “chi decide come e quando un’opera contemporanea è un’opera d’arte? ” La domanda è infinita. Ci vuole almeno una vita, una serie infinita e infinita di adesioni e fughe. Non se ne viene a capo tanto facilmente… Intanto però chi può ed è capace se la pratichi come vuole quest’arte contemporanea, lasci a suo modo un segno… La critica? In genere non seguo la critica e la critica non segue me. Ognuno fa il suo mestiere. Ma certo anche la scomunità dei critici rivolgendosi alla scomunità dei poeti dovrà darsi altre categorie di pensiero… categorie capaci di rintracciare ancora qualcosa e qualcuno in questa generale dissolvenza del reale.

ll canone è un limite di cui bisognerebbe fare a meno o uno strumento indispensabile? Pensi che nell’attraversamento della tradizione debba prevalere il rispetto delle regole o il loro provocatorio scardinamento?

Ogni scardinamento del canone diventa ben presto canone a sua volta. Questo alla fine può essere utile, sapendolo. Però chi scrive poesia non dovrebbe porsi questo problema.

In un paese come il nostro che ruolo dovrebbe avere un Ministro della Cultura? Quali sono, a tuo avviso, i modi che andrebbero adottati per promuovere la buona Letteratura e, in particolare, la buona poesia?

E che cosa intende per cultura un Ministro della Cultura? E che cos’è un Ministro? E una Ministra? Cos’è una politica della Cultura? E la letteratura che cos’è? Cos’è la buona poesia ? A parte il Ministro o la Ministra, sono cose che sembrano senza fondo, anzi, senza fondi. Il buono e il cattivo governo, cosa sono? E la Scuola di governo, di conseguenza, che cos’è?

Quali sono i fattori che più influiscono – positivamente e negativamente – sull’educazione poetica di una nazione? Dove credi che vi sia più bisogno di agire per una maggiore e migliore diffusione della cultura poetica? Chi dovrebbe farlo e come?

Alla poesia non serve l’educazione, anzi, nasce facilmente tra i maleducati . Sbaglierò ma ho l’impressione che la nascita della poesia non abbia niente a che vedere con la sua diffusione. Personalmente vivo la diffusione della poesia come un festoso e sacrosanto riconoscimento, anche un po’ funebre… Vivo la diffusione della poesia come l’atto finale d’ un processo di separazione: la poesia si stacca e se ne va , prende il volo… così la penso… e certo, i reading e tanto altro sono situazioni in cui ‘poeta e poesia’ sono lì ancora insieme, ma per quel che mi riguarda stanno già pensando ad altro, stanno già facendo altro, stanno già diffondendo, appunto…

Il poeta è un cittadino o un apolide? Quali responsabilità ha verso il suo pubblico? Quali comportamenti potrebbero essere importanti?

Parlo per me. Il poeta vive una miriade di mondi come un luogo solitario piazzato al centro della sua responsabilità… nel senso che il poeta dà il suo responso. Alla fine però metà responsabilità è di chi scrive, e metà è di chi legge. O ascolta. Sì. Anche chi legge o ascolta deve fare la sua arte. Toh! Ho scritto arte invece che parte. Del resto va meglio così… Responsi, forse… Ma risposte precise, risposte vere e proprie, zero, come adesso, come qui.

Credi più nel valore dell’ispirazione o nella disciplina? Come aspetti che si accenda una scintilla e come la tieni accesa?

Ispirazione, disciplina. Tutte e due. Nessuna delle due. Metà e metà. Dipende. Entriamo nei sistemi complessi. Come il vivere. LAVORARE e avere a che fare con gli altri ti mette nella stessa scintilla, solo che non te ne accorgi, non ti accorgi che anche quando non scrivi assomigli a un poeta… Ma anche NON LAVORARE ti mette lì nella stessa scintilla , tutto il caos e l’ordine di cui sei vittima, tutto il piccolo sistema che comandi ti mette nella stessa scintilla e potresti, potresti… ma non è mai abbastanza. Sembra esserci una falla, una perdita da qualche parte… trovi una scintilla, va bene, e adesso che ce l’hai cosa ci fai con questa scintilla?… A volte dura un attimo, e se non ti muovi, anche tra te e te, se non ti sbrighi a dire qualcosa …

Scrivi per comunicare un’emozione o un’idea? La poesia ha un messaggio, qualcosa da chiedere o qualcosa da dire?

Ed ecco qui la faccenda del messaggio: ‘dire qualcosa’ che non sai bene cos’è: è sempre così, più cerchiamo di dire qualcosa balbettando e più quel qualcosa nel balbettare va perdendosi, anzi… alla fine non facciamo altro che dire con la voce nascosta: ‘ sto balbettando’ , perchè quella è la cosa vera. ‘ Sto balbettando’: ecco quello che veramente vogliamo dire.

Cosa pensano della poesia le persone che ami? Sei costretto a dividere il tempo che più volentieri dedicheresti alla poesia con un lavoro che con la poesia ha davvero poco a che fare? Trovi una contraddizione in chi ha la fortuna di scrivere per mestiere? Come vivi la tua condizione?

Per il momento lavoro. Meno male. E’ un lavoro che non ha niente a che vedere con la poesia. Lavoro, faccio quel che c’è da fare, e sono anche contenta di farlo. A volte è bello, a volte è dura, ma è certo peggio non lavorare… questo però lo si capisce solo lavorando. Da questo punto di vista il nostro è un tempo tremendo. Credo che il lavoro abbia molto a che fare con la poesia… Sei lì, e c’è qualcosa da fare, ci sei dentro. Sì, la poesia è il lavoro allo stato puro… forse per questo attualmente è senza compenso. Ti richiede attenzione, impegno, misura… Se il poeta non si imponesse da solo qualche catena finirebbe col perdersi nella sua stessa sconfinata libertà. Detto questo non mi piacerebbe affatto scrivere per mestiere, difatti non lo faccio.

Cosa speri per il tuo futuro? E per quello della poesia? Cosa manca e cosa serve alla poesia ed ai poeti oggi?

Il futuro della poesia? Non so cosa dire. Forse in varie e imprevedibili forme accompagnerà il destino imboccato dal mondo. Ma lo accompagnerà a colpi, un po’ spingendo e un po’ frenando… Secondo me, questo è il momento giusto per una frenata, ma poi…

mercoledì 27 ottobre 2010

UNATORREDIBABELE. Nuovo Blog per Traduttori, a cura di Dafina Prifti e Kamala Gravagna

Per i traduttori: nuovo blog utile per espandersi nei meandri di unatorredibabele:

http://www.unatorredibabele.blogspot.com/




Link utili per traduttori

Essere un buon traduttore non è facile come sembra. Non basta solo conoscere perfettamente una lingua straniera e avere una padronanza assoluta della propria ma è altresì importante la consapevolezza di non poter controllare tutto. È quindi necessario aggiornarsi di continuo sia a livello linguistico che culturale, essere preparatissimo nel proprio campo di interesse e avere sempre una finestra aperta alle novità.
Però niente di allarmante. Questo non significa che sia impossibile eseguire una traduzione professionale. Sicuramente al giorno d’oggi il traduttore fatica meno che in passato, quando l’assenza di internet costringeva i professionisti a sfogliare in continuazione enciclopedie e dizionari uno dopo l’altro forse perché non si trovava l’espressione giusta al momento giusto.
Infatti oggi abbiamo a portata di mano dizionari ed enciclopedie come il portale della Treccani ma anche siti di facile accesso come http://www.wordreference.com e http://oxfordparavia.it. E in pochi clic l’inglese standard è nelle vostre mani. E se invece avete da tradurre un’espressione caratteristica oppure una parola o una combinazione di parole di cui non riuscite a captare il senso poiché probabilmente si tratta di una lingua substandard allora possono esservi di aiuto www.thefreedictionary.com o www.urbandictionary.com.
Invece per quanto riguarda il francese a parte i dizionari Garzanti, Larousse, Zanicchelli, se vi scontrate con un testo abbastanza specifico con terminologie professionali di difficile comprensione potrete utilizzare un portale europeo che tratta proprio della traduzione di termini specifici o linguaggi settoriali http://iate.europa.eu/iatediff/switchLang.do?success=mainPage&lang=it.
Come vedete i mezzi a nostra disposizione non mancano. A parte i vari dizionari possiamo verificare quasi ogni dubbio tramite ricerche trasversali su internet. Ma non possiamo certo risolvere granché se ci affidiamo a http://translate.google.it e ad altri programmi simili dove a tradurre è una macchina-glossario fatta a somiglianza del cervello umano ma ancora e per fortuna lontanissima da esso. Nessun vocabolario può captare e restituire da solo l’ironia, l’umorismo, la poesia e la complessità dell’azione presenti nella lingua umana.
Perciò serviamo noi, conoscitori delle lingue che scrutano attraverso le parole il comportamento, il senso esatto e quale soddisfazione più grande che trasmettere il vero significato e rendere tutti, così diversi in apparenza, un’unica grande comunità.
Dafina Prifti

domenica 24 ottobre 2010

John Cabot University, 13 ottobre 2010


Maria Luisa Spaziani (a destra Anna Cascella Luciani)










Anna Cascella Luciani













Dacia Maraini














Silvia Bre












Moira Egan tradotta da Damiano Abeni












Il pubblico

lunedì 18 ottobre 2010

Care poete,

Volevo salutarvi e ringraziarvi tutte per la bellezza della giostra di questi giorni.
Oggi, tornata da Roma ho scritto questa poesia che vi dedico (evidentemente stare in mezzo a donne di tutte le età mi ha ispirata!).


LUNA

Ciao Luna che sei dolce, pezzata, commovente:

caramella, mucca piccola, spicchio di cipolla trasparente.

facci dormire, dai!, dacci il sogno e la salvezza:

Il tuo raggio è puro latte, è oblativa tenerezza.

Tu, Luna, che contieni tutti i sogni che sogniamo,

e gli strati di illusioni e i calzini che perdiamo

lavali per noi, nei tuoi crateri, al posto nostro

noi qui giù li muteremo un po’ in sangue, un po’ in inchiostro.

Bianca Luna che ci nutri con l’albume del tuo pianto

facci crescere e invecchiare senza perdere l’incanto.

Luna cavaliere, in viaggio dentro il cielo

con la parola-spada e lo scudo-pensiero.

Gatta Luna che scompari nella notte liquirizia

che ci lasci solitarie con le stelle baby-sitter

non vogliamo avere paura della nostra oscurità:

il tuo esserci in assenza è la sola verità.



giovedì 14 ottobre 2010

La Poesia è senza prezzo quando è fuori commercio!

Un facsimile in pdf di Çengel, di Jonida Prifti (illustrazioni di Cosimo Budetta, edizioni Ogopogo 2008, fuori commercio), è scaricabile seguendo questo link: www.megaupload.com/?d=H1KV6S2P

mercoledì 13 ottobre 2010

Appunti del terzo giorno: le biografie

Travolte (felicissimamente travolte) da incontri e letture e ascolti e ritrovamenti, ci siamo rese conto solo adesso che non avevamo ancora messo online le brevi note biografiche di tutte le autrici che partecipano a romapoesia 2010 "poEtiche". Eccole, finalmente:

CRISTINA ALI FARAH - Nata nel 1973 a Verona da padre somalo e madre italiana, ha vissuto fino al 1991 in Somalia, da dove è fuggita a causa della guerra civile. Dal 1997 vive a Roma. Dal 2008 segue per la Fondazione Lettera 27 un progetto di ricerca sulla memoria coloniale e i richiedenti asilo somali in Italia. Insegna lingua e letteratura somala all'Università degli Studi di Roma Tre. Suoi racconti e poesie pubblicati su riviste e antologie (Ai confini del verso, Le lettere 2006). Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo, Madre piccola (Frassinelli; Premio Vittorini 2008).

ANNELISA ALLEVA - Poetessa, traduttrice e saggista, è nata nel 1956 a Roma, dove vive. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Mesi (1996), Chi varca questa porta (1998), Lettera in forma di sonetto (1998), Astri e sassi (1999), Aria di cerimonia (2000), L’oro ereditato (2001, finalista al Premio Viareggio), Istinto e spettri (2003, finalista al Premio Viareggio, al Premio San Pellegrino, al Premio Orta), due poesie con il Pulcinoelefante nel 2009 e La casa rotta (Jaca Book, Milano 2010 premio Sandro Penna 2010). Ha tenuto numerose letture di poesia in Italia e all’estero.

ANTONELLA ANEDDA - Nata a Roma nel 1955, ha insegnato presso l'Università di Siena e il Master dell'Università di Lugano. I suoi libri di poesia da Residenze invernali a Notti di pace occidentale, dal Catalogo della gioia a Dal balcone del corpo (Mondadori, 2007), hanno ottenuto numerosi premi. Le sue traduzioni e variazioni da diversi poeti come Emily Bronte a Philippe Jaccottet sono raccolte nel volume Nomi distanti (Empiria). Tra i libri di saggi di arte e letteratura: La luce delle cose (Feltrinelli, 2000) e La vita dei dettagli (Donzelli 2009). La sua opera è tradotta in molte lingue, recentissima la pubblicazione di Dal balcone del corpo per la Roland Hoffmann Litteraturverlag.

CRISTINA ANNINO - Nata ad Arezzo, vive e lavora a Roma. Tradotta in svariate lingue estere, si è allontanata, per ragioni personali, dal mondo letterario nei periodi 1970-80 e 1987-2000, perciò la sua produzione più importante riguarda gli anni fino al 1970, quindi quelli compresi tra il 1980 e il 1987, che includono L’Udito Cronico, in Nuovi Poeti Italiani (Einaudi, 1984), Madrid (Corpo 10, 1987, vincitore del premio Russo-Pozzale). E infine le raccolte edite dopo il 2000: Gemello Carnivoro (Faenza, 2002); Casa d’Aquila (Bari, 2008); Magnificat (Novi Ligure, 2009), vincitore ex equo del premio Lorenzo Montano 2010.

BRUNELLA ANTOMARINI - Insegna estetica e filosofia contemporanea alla John Cabot University di Roma. La sua ricerca si concentra sulle filosofie contemporanee della conoscenza, soprattutto usando la pratica artistica – poesia e arti visive – come modello cognitivo. Tra le sue pubblicazioni più recenti La percezione della forma nell’estetica di Hans Urs von Balthasar (Aesthetica Edizioni, 2004) e L’errore del maestro. Per una lettura laica dei Vangeli (DeriveApprodi, 2005), Pensare con l’errore (Codice, 2008).

DANIELA ATTANASIO - Poetessa e curatrice culturale, nata a Roma, ha pubblicato i libri di poesia: La cura delle cose, Sotto il sole (Premio Dario Bellezza e Unione Scrittori Italiani), Del mio e dell’altrui amore (Premio Camaiore), tutti con l’editrice Empirìa. Il suo quarto libro, Il ritorno all’isola, è in corso di stampa per l’editore Aragno. Sue poesie sono presenti nell’”Almanacco dello Specchio” Mondadori 2009. Dal 2007 cura la rassegna di poesia e teatro Teramopoesia. Collabora con quotidiani e riviste letterarie.

CECILIA BELLO MINCIACCHI - Contemporaneista e critica letteraria, collabora con varie riviste letterarie. Ha pubblicato studi su Ungaretti, Marinetti, Manganelli, Niccolai, Porta, Volponi, Sanguineti. Di Emilio Villa ha curato Zodiaco (Empirìa, 2000), e Proverbi e Cantico. Traduzioni dalla Bibbia (Bibliopolis, 2004). Ha curato: Spirale di dolcezza + serpe di fascino. Scrittrici futuriste (Bibliopolis, 2007); Patrizia Vicinelli, Non sempre ricordano (Le Lettere, 2009); e, con altri critici, Parola plurale. Sessantaquattro poeti italiani tra due secoli (Sossella, 2005).

MARIELLA BETTARINI - Nata nel 1942 a Firenze, nel 1973 ha fondato e diretto «Salvo imprevisti», che dal 1993 ha preso il titolo de «L’area di Broca». Con Gabriella Maleti cura le Edizioni Gazebo. Dagli anni Sessanta ha collaborato a più di 150 riviste. Ha pubblicato trenta libri di poesia, alcuni di narrativa e di saggistica, oltre a vari interventi critici. Ha curato Il libro di Alice (Polistampa, 1996; Rizzoli, 1997). Nel 2008 per le Edizioni Gazebo è uscito A parole – in immagini (poesie 1963-2007). Sulla sua poesia sono state discusse due tesi di laurea.

ELISA BIAGINI - Poetessa, traduttrice e docente, vive in Italia dopo aver studiato e insegnato negli Stati Uniti per diversi anni. Sue poesie sono uscite su varie riviste e antologie italiane, americane e non solo. Ha pubblicato sei raccolte poetiche, alcune bilingui, fra cui L’Ospite (Einaudi, 2004), Fiato, parole per musica (Edizioni d’if, 2006) e Nel Bosco (Einaudi, 2007). Traduttrice di poesia americana, ha curato il volume Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006). Insegna Scrittura Creativa, Letteratura e Storia dell'arte in Italia e all'estero.

TOMASO BINGA - Nata a Salerno nel 1931, vive e lavora a Roma. In arte ha assunto nome maschile per contestare con spiazzante ironia i privilegi del mondo degli uomini. Si occupa dal ’70 di Scrittura Verbo-Visiva e di Poesia Fonetico-Sonora-Performativa. Attiva organiz- zatrice, dal 1974 dirige il centro culturale Lavatoio Contumaciale. Tra le sue ultime pubblicazioni: Riflessioni allo specchio (Ogopogo, 2008); Sence e non sence (Granaroli, 2009); Al dà al Berto, (con incisione di A. Merini, Pulcinoelefante, 2009); Valore Vaginale, prefazione di Gillo Dorfles (Tracce, 2009), Primo Premio Feronia per la poesia (2010). È’ stata docente di Mass Media presso l’Accademia di Belle Arti.

SILVIA BRE - Poetessa e traduttrice, ha pubblicato, tra l'altro, la raccolta di poesie I riposi (Rotundo 1990), la traduzione del Canzoniere di Louise Labé (Classici Oscar Mondadori 2000), Le Barricate Misteriose (Einaudi 2001, premio Montale 2001), il poema tragico Sempre perdendosi (Nottetempo 2006, premio Lorenzo Montano), Marmo (Einaudi 2007, premio Mondello, premio Viareggio, premio Penne e premio Frascati 2007). Nel 2011 uscirà per Einaudi la sua traduzione di cento poesie di Emily Dickinson.

EDITH BRUCK - Nata in una povera e numerosa famiglia ebrea ungherese, nel 1944, poco più che bambina, viene deportata ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta ai lager, nel 1954 approda in Italia, adottando l’italiano come lingua di scrittura. Nel 1959 esce Chi ti ama così, e da quel momento Bruck dispiega un’intensa attività di narratrice, poeta (Il tatuaggio, In difesa del padre, Monologo), drammaturga, regista, giornalista. Ultime pubblicazioni, per Garzanti: Quanta stella c’è nel cielo (2009), Privato (2010, premio D.H. Lawrence). Tema centrale della sua pluripremiata e pluritradotta produzione è la testimonianza in prima persona della Shoah.

ANTONELLA BUKOVAZ - Nata a Cividale del Friuli nel 1963, è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno. Le prime poesie sono confluite in Tatuaggi (Lietocolle, 2006). Dal 2005 si dedica prevalentemente alla poesia e all’interazione tra parola, suono e immagine in forma di lettura, videopoesia e video-audio-installazione. Nel 2008 ha scritto Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio (Premio Antonio Delfini 2009). Per il teatro ha scritto il poema breve Maipiù-Nikolivec. Collabora alla realizzazione di Stazione di Topolò / Postaja Topolove.

MARIA GRAZIA CALANDRONE - Nata nel 1964, poetessa. Tra i suoi libri: Pietra di paragone (Tracce, 1998), La scimmia randagia (Crocetti, 2003), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005), La macchina responsabile (Crocetti, 2007) e Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010). Scrive per il teatro, è autrice e conduttrice per Radio 3 e cura Cantiere Poesia per la rivista internazionale «Poesia». È’ tradotta in Europa e America. Porta in scena il videoconcerto Senza bagaglio.

MARIA CLELIA CARDONA - Narratrice, traduttrice, poetessa, vive a Roma. Fra le opere di narrativa, L’altra metà del dèmone (Marsilio, 1998); Il cappello nero (Marsilio, 2000), Furia di diavolo (Avagliano, 2008). Fra le raccolte di poesia, Il vino del congedo (Amadeus, 1994); Da un millennio all’altro (Empiria, 2004). Fra le traduzioni: Yves Bonnefoy, L’acqua che fugge (Fondazione Piazzolla, 1998); Carmina Burana (Guanda, 1995). Fra le opere di saggistica La storia della villeggiatura (Abete, 1994), e lavori riguardanti il mondo classico.

ANNA CASCELLA LUCIANI - Nata a Roma nel 1941, ha pubblicato Le voglie in Nuovi Poeti Italiani,1 (Einaudi, 1980); Tesoro da nulla (Scheiwiller, 1990), premio Laura Nobile, premio Mondello; Piccoli campi (Stamperia dell’Arancio,1996), premio Sandro Penna, premio Elsa Morante; I semplici (Il Bulino, 2002). Numerose le edizioni d’arte di poesia (tra cui Migrazioni / a specchio, Cervo Volante, 2008), che hanno portato alla mostra, curata da Fabio Guindani, alla Biblioteca Vallicelliana di Roma. Nel 2008 ha ricevuto il premio Tarquinia-Cardarelli per la poesia. Per Gaffi Editore sono in uscita Tutte le poesie (1973-2009).

ELENA CHIESA - Immaginando di essere poeta... ha pubblicato nel 2009 la piccola raccolta Io non scrivo poesie, le immagino soltanto (ed. Il Filo). Realizza videopoesie pittoriche su testi suoi e di altri poeti contemporanei.

ELENA CLEMENTELLI - Nata a Roma nel 1923, poetessa e studiosa di letteratura angloamericana e ispanica, ha pubblicato numerose raccolte di poesia, tra cui Il mare dentro (1957), Questa voce su noi (1962, con prefazione di Aldo Palazzeschi), La breve luce (1969), Così parlando onesto (1977), Vasi a Samo (1983), Il conto (1998) e Poesie d’amore (2007). Ha tradotto numerosi poeti e prosatori di lingua spagnola, tra cui Benito Pérez Galdós, Alejo Carpentier, Silvina Ocampo, Blas de Otero, Ernesto “Che” Guevara , e ha curato tutta l’opera teatrale di Federico García Lorca.

GERALDINA COLOTTI - Nata a Ventimiglia, vive a Roma. Giornalista del quotidiano "il manifesto", cura l’edizione italiana di "Le Monde diplomatique". Ha scontato una lunga condanna in carcere per aver militato nelle Brigate rosse. Ha scritto racconti, poesie, romanzi per ragazzi, testi comici. Con Marie-José Hoyet ha tradotto dal francese Tutto-Mondo, di Ėdouard Glissant (Edizioni Lavoro, 2009). Fra i suoi ultimi libri, Certificato di esistenza in vita (Bompiani, 2005), e La guardia è stanca (edizioni Cattedrale, 2010).

TIZIANA COLUSSO - Comparatista, membro del Direttivo dello European Writers’ Council (Bruxelles). Direttrice di «FORMAFLUENS - International Literary Magazine». Libri: La lingua langue, antologia di suoi testi tradotti in 12 lingue, pref. Jean Charles Vegliante, (Eurolinguistica 2009); Il sanscrito del corpo, (Fermenti 2007); Italiano per straniati (Fabio D’Ambrosio Editore, 2004); La criminale sono io – ciò che è stato torna a scorrere (Arlem 2002); La terza riva del fiume, (Impronte degli Uccelli 2003); Né lisci né impeccabili (Arlem 2000), Il Paese delle Orme, (Edizioni Interculturali 1999).

VILMA COSTANTINI - Nata a Firenze, poetessa, sinologa e giornalista, ha scritto per diversi quotidiani e per numerosi periodici letterari. Ha tradotto dal cinese classico e moderno: Coppe di giada, Antologia della poesia classica cinese (1985, UTET. Suoi saggi dedicati alla Cina: Il socialismo in Cina prima di Mao (1980, La Pietra), Pechino, biografia di una capitale (2008, Editori Riuniti-University Press). Suoi libri di poesia: In forma di parola (1987, Rossi e Spera), Il corpo estraneo (1989, Vanni Scheiwiller) e, per le Edizioni Le Impronte degli Uccelli: Il libro degli incontri (1999), Cammino inverso (2001), L’ombrello di Livingstone (2005), Gemini-Gemelli (2009).

ANNA MARIA CRISPINO - Giornalista culturale e consulente editoriale, ha fondato e dirige “Leggendaria. Libri Letture Linguaggi”. Per la casa editrice Iacobelli cura le collane “Workshop” e “Frammenti di memoria”. Ha pubblicato saggi, traduzioni, ed è la curatrice di alcuni testi della filosofa Rosi Braidotti (Madri mostri e macchine, manifestolibri 2005; Nuovi soggetti nomadi, Sossella 2008). Ha curato la pubblicazione (2006, 2008) dei testi della rassegna “Biennale internazionale di teatro delle Donne”: Fra le sue ultime pubblicazioni, la cura di: Padri. Tre memoir italoamericani (Iacobelli, 2009).

SARA DAVIDOVICS - Nata a Roma nel 1981, è poeta, performer e artista. Dal 2003 conduce ricerche sulla vocalità e sulla testualità intercodice. Nel 2006 ha fondato con Lorenzo Durante il Lab Ensemble DUALE. Dal 2009 dirige con Ivan Schiavone la collana «EX[T]RATIONE» (Edizioni Polìmata). Vincitrice (2010) del Premio di Letteratura On Line «Le Reti di Dedalus». Tra le sue pubblicazioni: Corrente (Zona, 2006), D’Acque (2007, finalista al Premio Antonio Delfini), Corticale (Onyx, 2010). Tra i suoi libri d’artista: Parolibere postali (2009), Klessidra (2010), Farfalle (2010).

ELISA DAVOGLIO - Nata nel 1976 a Livorno, vive a Roma. In poesia ha pubblicato nel 2006 la silloge Olio burning (Giulio Perrone Editore), nel 2007 la plaquette di poesia Consequentiarius per Chelsea Editions/Libreria Padovana Editrice, nel 2010 per le edizioni de La Camera Verde la raccolta L’orlo di Galois. Nel 2008 ha pubblicato per Mondadori, collana Strade Blu, il romanzo Onore ai diffidati. Suoi testi di poesia e prosa sono apparsi in varie riviste italiane e straniere.

MOIRA EGAN - Nata a Baltimora (USA), ha studiato a Bryn Mawr College, alla John Hopkins University e alla Columbia University, dove James Merrill le assegnò il David Craig Austin Prize. Suoi lavori sono apparsi in molte riviste statunitensi e in diverse antologie, tra cui Best American Poetry 2008, e in traduzione su «Nuovi Argomenti» e «Lo Straniero». I suoi libri sono Cleave (2004), La Seta della Cravatta / The Silk of the Tie (Edizioni l’Obliquo, 2009); Bar Napkin Sonnets (2009); SPIN (2010).

FRANCESCA FARINA - Nata in Sardegna, vive a Roma. Poeta, scrittrice, critico letterario. I suoi diari, premiati diverse volte, ammontano ormai a settanta quaderni. Collabora dal 1986 come critico letterario alla rivista «Esperienze Letterarie», dell'Università di Roma; da molti anni organizza la Maratona dei poeti, il Leopardi's Day e L'isola dei poeti. Ha pubblicato le raccolte Framas (Angelo Mastria Service, Roma 1998); Metamophòseon (Editori Associati, Roma 2007); Tragoedia (Zona Editrice 2008); Fleurs (Signum Edizioni d'Arte, Bergamo 2009). E' in via di pubblicazione il suo romanzo L'isola dei morti.

BIANCAMARIA FRABOTTA - Nata a Roma nel 1946, insegna all’Università di Roma La Sapienza. Ha pubblicato: Il rumore bianco (Feltrinelli, 1982); La viandanza (Mondadori, 1995); Terra contigua (Empiria, 1999); La pianta del pane (Mondadori, 2003); Gli eterni lavori (San Marco dei Giustiniani, Genova, 2005); I nuovi climi (Stampa, 2007) e inoltre la trilogia teatrale Trittico dell’obbedienza (Sellerio, 1996). Ha curato l’antologia Donne in poesia (Savelli, 1976), Arcipelago malinconia e Poeti della malinconia (Donzelli, 2001). Recentemente è uscito l’autoritratto in prosa Quartetto per masse e voce sola (Donzelli, 2009).

MANUELA FRAIRE - Psicoanalista, vive e lavora a Roma. Come femminista e come analista si occupa da sempre del rapporto madre-figlia e della necessità di un suo ridimensionamento che permetta lo sviluppo della libertà femminile. Su questo tema ha scritto i saggi: La condizione femminile della melanconia (in Pensare l’inconscio, 2001); Melanconia in figure (in La ferita dello sguardo, 2002); Oblio del padre (in Figure del femminile, 2009); e ha intessuto il dialogo con Rossana Rossanda La perdita (Bollati Boringhieri, 2008). Su questi temi ha inoltre scritto sulle riviste “Memoria”, “Reti”, “Lapis”, “Sofia”.

FLORINDA FUSCO - Nata a Bari nel 1972, ha pubblicato in varie riviste e antologie italiane e straniere. Nel 2001 esce Linee (Ed. Zona). Con Il libro delle madonne scure (Mazzoli, 2003), illustrato da Luigi Ontani, ha vinto del Premio Delfini. Ha tradotto dallo spagnolo l’opera poetica della scrittrice argentina Alejandra Pizarnik, vincendo il premio nazionale di traduzione Bernard Simeone (2004). Nel 2009 ha pubblicato Tre opere (Oedipus, 2009). E’ in uscita Thérèse (Polìmata, 2010).

GEMMA GAETANI - Nata a Roma nel 1972, ha pubblicato il romanzo in versi, prosa e fotografie Colazione al Fiorucci Store (Milano) (Fazi 2005) e il pamphlet Elogio del tradimento (Vallecchi 2010).

FRANCESCA GENTI - Nata a Torino nel 1975, vive a Milano. Ha pubblicato le raccolte di poesia Bimba Urbana (Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004), Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009) e il libro di racconti Il cuore delle stelle, aggiornatissimo catalogo dei maghi (Coniglio Editore, 2007). È’ di prossima pubblicazione, per Castelvecchi, il romanzo Febbre. Realizza lavori di arte visiva e libri d’artista. Collabora in qualità di paroliera con vari gruppi musicali (Dark Room, in Amen dei Baustelle). Con Anna Lamberti Bocconi organizza a Milano la rassegna poetica I giovedì di Sud.

SONIA GENTILI - Ricercatrice di Letteratura Italiana all’Università di Roma La Sapienza. Autrice di studi sulla letteratura medioevale e del Novecento (Carocci editore), caporedattrice del “Bollettino di Italianistica” e traduttrice dal francese (Einaudi, Fazi), ha pubblicato una raccolta di poesie (L'impero e la Gorgone, Giulio Perrone editore, 2007) finalista al premio Brancati, e, in rivista, poesie italiane e francesi («Poeti e poesia», «N4728»). Nel 2009 l’Accademia dei Lincei le ha attribuito il premio per la letteratura “A. S. Novaro”.

ANNA MARIA GIANCARLi - Nata a Roma, vive all’Aquila. È presidente dell’Associazione culturale “Itinerari Armonici”, con cui realizza il festival Poetronics. Fondatrice e membro del Premio Internazionale di poesia “Città dell’Aquila” e del Premio Nazionale “Scriveredonna”, collabora con prestigiose riviste e centri culturali. Nel 2007 ha curato la pubblicazione dell’antologia La poesia femminile in Italia (Tracce) e nel 2010, sempre per Tracce, di La parola che ricostruisce – poeti italiani per L’Aquila. Ha pubblicato nove libri di poesia, ultimo In/canto per Eloisa (Tracce, 2008, con prefazione di M. L. Spaziani).

MILLI GRAFFI - Nata a Milano dove vive, ha pubblicato le raccolte di poesie: Mille graffi e venti poesie (introduzione di G. Guglielmi, Geiger 1979); Fragili film (Nuovi Autori, 1987); L'amore meccanico (Anterem, 1994); embargo voice (Bibliopolis, 2006). Ha tradotto Lewis Carroll e Charles Dickens. Ha partecipato, con composizioni di poesia sonora, al Beaubourg di Parigi, al Festival di Cogolin e a Milanopoesia. Attualmente insegna all'Accademia Carrara di Bergamo.

GAIA GUBBINI - Doctor Europaeus in Filologia Romanza, ha pubblicato il libro Tactus, Osculum, Factum. Il senso del tatto e il desiderio nella lirica dei trovatori (Nuova Cultura, 2009). Ha partecipato a varie iniziative di poesia. Suoi testi poetici compaiono nel Registro di poesia # 2" (a c. di G. Frasca, edizioni d'if, 2009), nella rivista «ore piccole» n°11 - 2008 (con una nota di A. Cortellessa), e nell'antologia Nodo sottile 5 (Le Lettere, 2008).

JOLANDA INSANA - Nata a Messina nel 1937, dal 1968 vive a Roma. Ha insegnato nei Licei e all’Università. Ha pubblicato diversi libri di poesia: Sciarra amara, Fendenti fonici, Il collettame, La clausura, Medicina carnale, L’occhio dormiente, La stortura, La tagliola del disamore. Ha tradotto Poesie di Saffo, Carmina Priapea, De Amore di Andrea Cappellano, la Càsina di Plauto e altro ancora. Tutte le poesie sono apparse da Garzanti nel 2007. Nel 2009 ha pubblicato Satura di cartuscelle (Perrone) e Frammenti di un oratorio nel centenario del terremoto di Messina (Viennepierre).

VIVIAN LAMARQUE - Nata a Tesero (Trento) nel 1946, poeta e traduttrice. Tra i riconoscimenti per la sua poesia, il Premio Viareggio Opera Prima (1981), il Premio Montale (1993), il Pen Club (1996) , l’Elsa Morante (2005), il Cardarelli Tarquinia (2006). Nel 2002 la sua opera poetica integrale è stata raccolta nell’Oscar Mondadori Poesie 1972-2002. Nel 2007 ha pubblicato Poesie per un gatto (Mondadori), nel 2009 La gentilèssa, versi in dialetto milanese. E’ anche autrice di fiabe tradotte in varie lingue (Premio Rodari 1997, Premio Andersen 2000). Scrive su riviste e da vent’anni collabora al «Corriere della Sera».

ANNA LAMBERTI BOCCONI - Nata a Milano nel 1961, poetessa e scrittrice. Ha pubblicato le raccolte Sale Rosso (1992, Stampa Alternativa), Crasi e Una poesia (1994, 1999, Pulcinoelefante), Il vino di quella cosa (1995; rist. 2004, Campanotto), Devi chiamarmi sempre (2005, Campanotto), e il poemetto Canto di una ragazza fascista dei miei tempi (2010, Transeuropa); in prosa: Sola sul cammino (1999, Xenia), La forza della preghiera (2000, Sperling e Kupfer), Sono stato quel ragazzo (2005, SEB), Rumeni (2009, Stampa Alternativa). Come paroliera, ha collaborato con Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Gian Carlo Onorato. E' redattrice del lit-blog La Poesia e lo Spirito.

MIA LECOMTE - Poetessa, scrittrice e critica letteraria, vive a Roma. Tra le sue pubblicazioni le raccolte poetiche Autobiografie non vissute (2004) e Terra di risulta (2009), e i libri per bambini Come un pesce nel diluvio (2008) e L'Altracittà (2010). Membro onorario per l'Italia dell'Associazione francese “Confluences poétiques”, traduttrice, svolge attività critica ed editoriale nell'ambito della letteratura della migrazione. Collabora all'edizione italiana de «Le Monde Diplomatique». È ideatrice e membro della Compagnia delle poete.

ROSARIA LO RUSSO - Poetessa, saggista, traduttrice e performer di poesia e musica. In poesia ha pubblicato i libri con cd Comedia (Bompiani, 1997), Penelope (d’if, 2003), Lo dittatore amore (Effigie, 2004) e Io e Anne. Confessional poems (d’if, 2010). Ha tradotto tre volumi della poetessa statunitense Anne Sexton. Nel 2006 ha realizzato un documentario su Amelia Rosselli e la performance La libellula (adesso in La furia dei venti contrari. Variazioni Amelia Rosselli, Le Lettere, 2007).

LOREDANA MAGAZZENI - Poetessa e traduttrice, vive a Bologna. Ha pubblicato La miracolosa ferita (Archivi del ‘900, 2001), Canto alle madri e altri canti (DARS, 2005). E’ presente in numerose antologie (Donne di parola, Parole che premono, I mondi poetici femminili). Ha tradotto racconti per bambini di Anne Sexton e Maxine Kumin e ha curato, assieme ad A. Sirotti, l’antologia di poesia femminile contemporanea di lingua inglese Gatti come angeli (Medusa, 2006) e, con F. Mormile, B. Porster e A. M. Robustelli, l’antologia Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna, 2009).

DACIA MARAINI - Tra le più conosciute e tradotte scrittrici italiane, oltre che ai romanzi (La lunga vita di Marianna Ucria, Bagheria, Buio, Colomba), la sua fama è dovuta anche alla sua produzione poetica (Donne mie, Mangiami pure, Se amando troppo), drammaturgica (Manifesto dal carcere, Dialogo di una prostituta con un suo cliente) e saggistica. Il forte impegno sociale e politico, con specifica attenzione alle tematiche di genere, la hanno resa una figura emblematica del femminismo italiano.

GIOVANNA MARMO - Ha pubblicato: Occhio da cui tutto ride (No Reply, 2009), Fata morta (edizioni d’if, 2006), il cd audio Sex in Legoland (DeriveApprodi, 2002), Poesie (Studiozeta, 1998). È presente in antologie e riviste (Verso, l’immagine, 2004; “Exit” n.40, 2005; “Sewanee Theological Review”, 2006; Poesie dalla fine del mondo, Derive Approdi; Slam, antologia europea, 2007; “Veus paralleles”, 2007; “il verri”, 2009). Nel 2005 ha vinto il premio per la poesia Antonio Delfini. Dipinge e illustra libri. Vive a Napoli.

FRANCESCA MATTEONI - Nata nel 1975 a Pistoia, ha svolto diversi lavori e ha conseguito un dottorato in storia moderna presso l’Università di Hatfield (UK). È nella redazione del blog letterario “Nazione Indiana” e della rivista romana “Metromorfosi”. Si interessa di molte cose tra cui le fiabe popolari, storie e tradizioni sugli animali e tutto quello che è nord. Tra le sue pubblicazioni: Artico (Crocetti, 2005), Appunti dal parco (Wizarts, 2008), Higgiugiuk la lappone, nel X Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2010), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa, 2010).

FIORENZA MORMILE - Romana, poetessa e traduttrice. Due raccolte poetiche: Le calibrate spine (Fermenti, 1999, con prefaz. di M. Lunetta e Variazioni sul Lausberg, (DARS, 2003). Tra i riconoscimenti : Premio Donna e Poesia 1995, Arquà Petrarca , Elsa Buiese, Il Paese delle Donne 2003. Suoi contributi in Le Muse, crederci oggi? di A. Fo, in I poeti credevano alle loro Muse? (Cadmo, 2006). Ha curato con L. Magazzeni, B. Porster e A. M. Robustelli Corporea: il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna 2009). Presente nel Calendario della poesia italiana 2010 a cura di Alhambra Publishing.

GABRIELLA MUSETTI - Poetessa e critica letteraria, vive a Trieste. Dirige “Almanacco del Ramo d'Oro”, semestrale di poesia e cultura. Organizza Residenze Estive, Incontri internazionali di poesia. Pubblicazioni: Creatività nell'analisi del testo poetico, (1994); Dentro la scrittura, (1997); Donne di frontiera. Vita società cultura nel territorio del confine orientale (2007); Sconfinamenti. Confini passaggi soglie nella scrittura delle donne (2008). In poesia: Divergenze (2002); Mie care (2002); Obliquo resta il tempo (2005); A chi di dovere (2007, Premio Senigallia Spiaggia di Velluto); Beli Andjeo (2009).

GIULIA NICCOLAI - Nata a Milano (1934) è scrittrice e poeta. Giovanissima frequenta gli artisti e scrittori del bar Jamaica, legandosi al Gruppo 63. Nel 1966 pubblica da Feltrinelli il suo primo romanzo: Il grande angolo. Traduce Gertrude Stein, Virginia Woolf, Dylan Thomas. Con Adriano Spatola fonda la rivista «Tam tam». Dal 1990 è monaca buddista. Tra le sue pubblicazioni: Humpty Dumpty, Greenwich, Poema-oggetto (tutti presso Geiger, 1969, 1971, 1974); Harry’s Bar e altre poesie (1969-1980, Feltrinelli, 1981); Frisbees -Poesie da lanciare (Campanotto, 1994); Esoterico biliardo (Archinto, 2001); Orienti (Fond. Beltrametti-Weiss, 2004); Le due sponde (Archinto, 2006).

ROSSELLA OR - Autrice di teatro, attrice, poeta, è attiva già giovanissima, a partire dai primissimi anni Settanta, nell’ambito della scuola romana d'avanguardia, lavorando con registi come Perlini, Carella, Corsetti, Prosperi. Ha partecipato in forma di voce a esperienze di musica contemporanea dal vivo ed elettronica, lavorando con musicisti come Antonello Neri, Alvin Curran, Michiko Hirayama. È’ anche autrice e interprete di performances che sono state rappresentate in Italia, Europa e negli Stati Uniti. Protagonista di Estate romana di Matteo Garrone (2000).

CETTA PETROLLO - Nata nel 1950 a Roma, attualmente dirige la Biblioteca Vallicelliana. Negli anni Settanta e Ottanta ha frequentato il laboratorio di poesia di Elio Pagliarani. Pubblicazioni: Sonetti e stornelli (Tam Tam, 1984, prefaz. A. Rosselli), Pasta fatta in casa (Le impronte degli uccelli, 2001), Poesie e no (Manni, 2001), La Peppina e Otto Fate rumene (Ogopoco, 2004 e 2006), Che se volemo di’? (Le impronte degli uccelli, 2009, pref. Mario Lunetta) e il romanzo Senza permesso (Stampa alternativa, 2007, pref.Walter Pedullà). Di prossima pubblicazione per Manni Il salto della corda.

GILDA POLICASTRO - Studiosa di letteratura italiana contemporanea, poetessa, scrittrice. Ha pubblicato In luoghi ulteriori: catabasi e parodia da Leopardi al Novecento (Giardini, 2005) e Sanguineti (Palumbo editore, 2009). Collabora a periodici e quotidiani. Premio "Antonio Delfini" per la poesia nel 2009 e nello stesso anno il premio "Mazzacurati-Russo". Nel 2010 ha pubblicato la silloge Stagioni e altre, nel Decimo Quaderno di poesia di Marcos y Marcos, e il poemetto in prosa La famiglia felice (edizioni d'if). Da poco è uscito il suo primo romanzo, Il farmaco (Fandango 2010).

BRENDA PORSTER - Nata a Philadelphia (USA), ha insegnato inglese in scuole e università italiane. Scrive poesie sia in inglese che in italiano: suoi testi sono pubblicati su siti, riviste e antologie in Italia e all’estero. E’ traduttrice per il sito letterario El Ghibli e fa parte della Compagnia delle poete fondata da Mia Lecomte. Tra le sue pubblicazioni: Furori (Avagliano, 2003, a c. di I. Landolfi), Genesi (Gazebo, 2005, a c. di E. Biagini) e come curatrice/traduttrice (con L. Magazzeni, F. Mormile e A.Robustelli): Corporea: la poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le voci della luna, 2009).

JONIDA PRIFTI - Nata nel 1982 a Orizaj - Berat (Albania), sI è laureata all’Università La Sapienza di Roma. A partire dal 2004, suoi versi sono apparsi in riviste e antologie (Parole in fuga, “Reti di Dedalus", "Attimpuri"). Insieme a C. Budetta ha pubblicato la plaquette Cengel (Ogopogo, 2008). Ha partecipato a diversi festival di poesia. A breve saranno pubblicate sue poesie nella rivista "Poesia" (Sezione Cantieri di Poesia, a cura di Maria Grazia Calandrone).

LAURA PUGNO - Poetessa e scrittrice, ha pubblicato i romanzi Quando verrai (Minimum Fax, 2009) e Sirene (Einaudi, 2007, premio Libro del Mare 2008 e premio Dedalus 2009); la raccolta di racconti Sleepwalking (Sironi, 2002); due libri di poesie, Il colore oro (Le Lettere, 2007) e Tennis (NEM, 2002); la plaquette gilgames’ (Transeuropa, 2009) e i testi teatrali di DNAct (Zona, 2008). È in uscita la nuova raccolta poetica La mente paesaggio (Perrone, collana Innumeri, 2010).

MARIA PIA QUINTAVALLA - Vive a Milano. Tra le sue pubblicazioni: Cantare semplice (Tam Tam, 1984), Lettere giovani (Campanotto, 1990), Il Cantare (Campanotto, 1991), Le Moradas (Empiria, 1996), Estranea (canzone) (Manni 2000, nota A. Zanzotto), Corpus solum (Archivi ‘900, 2002), Album feriale (Archinto 2005), Selected Poems (Gradiva 2008, NY), China (Effige 2010). Ha curato l’antologia Donne in poesia (Presid. Com. Milano 1985-1988). Premi Tropea, Cittadella, Alghero Donna, Nosside, Borgomanero, Montano, Città S.Vito, Contini. Cinquina Viareggio 2000. Tradotta in antologie. Insegna all’Università Statale di Milano.

MARILENA RENDA - Nata a Trapani nel 1976, vive a Roma, dove insegna, studia e traduce. Ha scritto e pubblicato in rivista e in volume diversi saggi su Giorgio Bassani, Primo Levi, Annamaria Ortese, Jolanda Insana e Amelia Rosselli. Collabora a «L'Indice dei libri del mese». Ha tenuto corsi e laboratori di letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo e al DAMS dell’Università Roma 3. Nel 2009 è stata tra i vincitori del Premio "Antonio Delfini". Nel 2010 è uscita per Gaffi una sua monografia: Bassani, Giorgio. Un ebreo italiano.

JACQUELINE RISSET - Tra i volumi di poesia pubblicati in Francia, Sept passages de la vie d’une femme (Flammarion 1986), Les Instants (Farrago 2000); in Italia Amor di lontano (Einaudi 1993), Potenze del sonno (Nottetempo 2009); Antologia1986-2009 (Einaudi 2010). Tra i saggi in Italia, Dante. Una vita (Rizzoli 1996), Il silenzio delle Sirene (Donzelli 2006). Ha tradotto in francese la Divina Commedia (Flammarion 1985-90) e Il Principe di Machiavelli (Actes Sud 2000), testi di Zanzotto e del gruppo 63; e in italiano, per Einaudi, i poeti di Tel Quel (1971), Ph. Sollers (1972), Fr. Ponge (1978). E’ stata membro del gruppo di avanguardia Tel Quel. E’ Presidente del Centro di Studi Italo-francesi dell’Universita di Roma III.

LIDIA RIVIELLO - Nata a Roma, dove vive e lavora, è autrice di poesia e di prosa. Ha pubblicato in prosa i racconti L’infinito del verbo andare (Arlem, 2002, pref. Edith Bruck ) e in poesia Aule di passaggio (1998, Noubs, pref. Elio Pecora), Rum e acqua frizzante (Perrone, 2003, nota Carla Vasio) e Neon 80 (Zona, 2008, nota Edoardo Sanguineti, premio Antonio Delfini). Tradotta in inglese, francese, svedese, arabo, sloveno e giapponese. Ha curato manifestazioni di poesia, tra cui Mediterranea – Festival intercontinentale delle arti. Autrice di programmi per la radio (radiotre e radiodue) e per la televisione (RedTv e La7).

ANNA MARIA ROBUSTELLI - Poetessa e traduttrice, è stata Presidente dell’Associazione Donna e Poesia. E’ presente in vari articoli e antologie, fra cui l’Antologia 2009 Premio Nazionale di Poesia Quaderni di Lìnfera (Ed. Progetto Cultura). Ancora nel 2009 è uscito Corporea, il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna) curato insieme a L. Magazzeni, F. Mormile e B. Porster. Sulla poesia femminile di lingua inglese è da poco apparso l’articolo Ogni passo verso l’origine è anche un avvicinarsi al silenzio (“Via Dogana”, n. 93, giugno 2010).

SILVIA SALVAGNINI - Nata a Venezia nel 1982, scrive, dipinge, suona il pianoforte e le piace leggere i suoi testi a voce alta. E’ stata libraia, ora è responsabile editoriale. Fa parte del gruppo di autoproduzione auteditori, con cui ha pubblicato i due libri di poesie e disegni Silenzio cileno (2004), I baci ai muri (2006). Con Laelefantevolante ha vinto il Premio Antonio Delfini 2010. Ha pubblicato inoltre nelle antologie 9 poeti esordienti (edizionidn, 2003) e il volo del calabrone (ammutinati, 2008). Ha partecipato a numerosi festival di poesia e slam poetry.

PAOLA SANSONE - Nata a Genova nel 1961, lavora in ospedale come tecnico di laboratorio. Poesie pubblicate nel libro Comicamente parlando (ed. CLAB), nelle antologie Under25. Giovani Blues (ed. Costa&Nolan), Ragazze non fate versi e Pink Ink (ed. Zona). E’ in corso di pubblicazione Raccolta differenziata (ed. Ibiskos). Finalista al Premio per cantautrici Bianca D'Aponte 2007 con il brano Raccontar favole. E’ autrice e interprete dello spettacolo teatrale di monologhi e canzoni Cartella clinica: d’istruzioni per l’uso.

LISABETTA SERRA - Poetessa, vive e lavora a Modena. Ha pubblicato: Poesie (Modena 1983); O sydera, o stelle (Modena 1986); Un immobile andare (Ancona 1989); I capelli e altri racconti (Pescara 1989); il poemetto Storie di Viano (MobyDick, Faenza 1999); Dalla memoria un gioco, con cinque incisioni della pittrice Andreina Bertelli (Stampatore Roberto Gatti, Modena 1999); Il corpo disumano (ed. Eidos, Mirano 2004); Ritorni (ed. Moretti Vitali, Bergamo 2005).Fondatrice e curatrice della rivista “Gli immediati dintorni”, dal 1989 lavora con il gruppo Donne di Poesia di Modena.

RIBKA SIBHATU - Nata ad Asmara, in Eritrea, nel 1962, giovanissima ha dovuto lasciare la sua terra natale. Ha vissuto sei anni in Etiopia, dieci anni in Francia. Vive a Roma dal 1996. Laureata in lingue e letteratura moderne nel 1996 all’Università di Roma La Sapienza. Nel 2003 nella stessa Università ha concluso il dottorato di ricerca in scienze della comunicazione. Ha pubblicato il testo bilingue Aulò. Canto-poesia dall’Eritrea, prima edizione 1993. Nel 2004 ha pubblicato Il cittadino che non c’è, l’immigrazione nei media italiani”presso la casa editrice Edup. Dal 1993 lavora come animatrice, conferenziera, e mediatrice interculturale.

LUIGIA SORRENTINO - Poetessa, attrice della Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, giornalista professionista, vive a Roma e lavora alla Rai. Le sue raccolte di poesia C’è un padre (Manni, 2003) La cattedrale (Il ragazzo innocuo, 2008), L’asse del cuore (Almanacco dello Specchio Mondadori, 2008), La nascita, solo la nascita (Manni, 2009) hanno ottenuto diversi importanti riconoscimenti, tra cui i premi Laurentum e Luciana Notari. Cura per il sito di Rainews24 il blog Poesia (http://poesia.blog.rainews24.it/).

MARIA LUISA SPAZIANI - Nata a Torino nel 1922, poetessa e storica della letteratura francese, disciplina che ha insegnato all’Università di Messina, Maria Luisa Spaziani fin dalla fondazione (1981) è stata presidente del Centro Internazionale Eugenio Montale e del Premio Montale. Nello Specchio Mondadori sono apparsi: Utilità della memoria (1966), L'occhio del ciclone (1970), Geometria del disordine (1981, Premio Viareggio), I fasti dell'ortica (1996), La traversata dell’oasi (2002) La luna è già alta (2006). Nel 2011 uscirà il Meridiano complessivo delle sue poesie.

BIANCA TAROZZI - Nata a Bologna nel 1941, vive a Venezia e insegna Letterature anglo americane all’Università di Verona. Ha pubblicato numerosi saggi e traduzioni poetiche (E. Dickinson, E. Bishop., D. Levertov, R. Wilbur, A. E. Housman, ecc.), ed è autrice di alcune raccolte di poesia: Nessuno vince il leone (Arsenale, 1988); La buranella (Marsilio, 1997); Anch’io vissi in Arcadia (Supernova, 1997); Prima e dopo (Via Dogana, 2000); Oggetti della memoria (Querini Stampalia, 2000); La casa di carta (Querini Stampalia, 2002); Il teatro vivente (Scheiwiller, 2007).

IDA TRAVI - Scrive poesie, prosa e testi drammaturgici. Le sue poesie “scritte per essere dette” riflettono la sua peculiare posizione teorica espressa nel saggio L’aspetto orale della poesia (2000): testo che coniuga poesia e pensiero nella riflessione sulla prima lingua, o “lingua parlata sul nascere” nel misterioso rapporto col mondo. Mette in scena le sue opere con sua stessa regia. Interviste e letture in archivio a Radio Tre Fahrenheit, Radio Tre Suite. Ultima pubblicazione: Neo/Alcesti, Moretti&Vitali,2009.

MARIA VALENTE - Nata a Capua nel 1978, nel 2005 vince il Primo Trieste Poetry Slam. Nel 2007, a Perugia, realizza l’installazione del proprio testo Blu Organico. Seguono vari slam: Siena, Castellammare di Stabia, Bolzano. Nel 2009 presenta la sua performance all’ Absolute Poetry Young Festival di Monfalcone, sotto la direzione artistica di Lello Voce. Dei suoi testi, radi e più volte rielaborati, definitivi solo al momento di disfarsene, la pubblicazione resta, per ora, ipotesi remota. E’ co-redattrice di www.absolutepoetry.org

CARLA VASIO - Nata a Venezia, vive a Roma. Ha partecipato alle neoavanguardie in Italia facendo parte del Gruppo 63 per la letteratura, ha seguito le correnti innovatrici dell’arte astratta fin da Forma1, ha partecipato fin dalla fondazione all’attività di Nuova Consonanza. Tra le sue pubblicazioni: Laguna (Einaudi); Come la Luna dietro le nuvole (Einaudi); Ballate scostumate (Le impronte degli uccelli); Invisibile (Empiria); Blasone corporale (Empiria); Labirinti di mare (Palomar); La più grande anamorfosi del mondo (Palomar).

SARA VENTRONI - Nata nel 1974 a Roma, dove vive, ha pubblicato Salomè (No Reply, 2005) e Nel Gasometro (Le Lettere 2006, premio Napoli 2007). Suoi racconti sono presenti in molte antologie (Per segnare bisogna tirare in porta. Storie di calcio e calciatori, Ed. Spartaco, 2010; Sono come tu mi vuoi, Laterza, 2009; A occhi aperti, Mondadori, 2008; Scrittori in curva, Marotta&Cafiero, 2009). Le sue poesie sono tradotte in inglese, tedesco, spagnolo, croato e albanese. Ha scritto sceneggiati e programmi per Rai Radio 2 e Rai Radio 3. Collabora con “l’Unità”.

SARA ZANGHÍ - Nata in Sicilia, vive a Roma. Suoi libri di poesia: Fort-da (Il Lavoro Editoriale, 1986)Il circo smantellato (Sciascia, 1987); Una sospettata inclinazione, (Empirìa, 1995 - Premio poesia Dario Bellezza)- 2^ ed. con l’aggiunta di una nuova sezione, 2002). Pubblicazioni in prosa: Io e loro (Empirìa, 1992); La cima della stella, (Empirìa,1998/2006); Nebris (Empirìa, 2003,04,10; Premio Amelia Rosselli); Matilde, come una leggenda (L.Tufani, 2008). È’ presente in riviste e antologie. Varie le traduzioni dallo spagnolo.